Angiulli: un Osservatorio per lo Spettacolo

“Conosco Cutaia da molti anni, quando ancora facevo parte dell’Associazione Teatro Scuola, poi ci siamo rivisti qui a Napoli nella stagione del Mercadante alcuni anni fa; è certamente una persona di grande competenza che ha attraversato numerose istituzioni culturali italiane”. Incontriamo Laura Angiulli, titolare da decenni della Galleria Toledo, Centro di produzione e osservatorio teatrale, che fondò nel ’91 e che è ormai un luogo consolidato della produzione teatrale napoletana. Nei venticinque anni del suo percorso, sono passati in tanti nella sala di via Concezione a Montecalvario, da Antonio Neiwiller, Leo de Berardinis, a Judith Malina. Produzioni e ospitalità importanti, attività collaterali, uno sguardo costante al cinema d’autore.

Laura Angiulli

Forte il rapporto con lo scomparso Amato Lamberti, sociologo e politico molto attivo nella battaglia per la legalità. Una scommessa quella di Laura, costruire una nuova sala in un quartiere difficile a pochi metri più su dal contiguo Teatro Nuovo. Poi con gli anni si sa come è andata, il Teatro nuovo è passato sotto la direzione di Alfredo Balsamo, responsabile del Teatro Pubblico Campano e sui quartieri la Galleria Toledo è rimasta a produrre spettacoli di qualità e a far la guardia al teatro di ricerca. Una famiglia d’arte la sua, con il compagno Cesare Accetta fotografo di peso del teatro del teatro napoletano e le figlie, Marita, Lavinia, Alessandra, alcune lavorano nel teatro e nel cinema come Alessandra e Lavinia.

Alessandra D’Elia, foto Cesare Accetta

Altro compagno di lavoro, Rosario Squillace, presente nell’organizzazione e nella programmazione del teatro fin dagli esori. “Noi abbiamo un privilegio qui a Napoli, continua la Angiulli, quello di avere una Legge per lo spettacolo come la Legge 6 che fu varata a suo tempo da Antonio Bassolino e che rappresenta una grande risorsa; con gli anni la dotazione della Legge va ricostituita…”: Forse, chiediamo, vanno un po’ riviste le normative che tra requisiti e obblighi, finiscono sempre col sostenere i più forti e i già consolidati. “Questo è vero ma sono normative che rispondono alle regole di chi percepisce fondi pubblici”. Che impediscono alle nuove istanze di farsi avanti e soprattutto ai più piccoli di accedere ai finanziamenti: ” Non credo che si possa cambiare in tal senso la legge, forse per i più piccoli ci vorrebbero dei progetti appositi, poi bisogna anche vedere chi sono, quale teatro fanno”. Negli ultimi anni il lavoro della Angiulli, oltre a grosse produzioni teatrali, come quest’ultimo “La tempesta” di Shaìkespeare, di cui cura la regia, in programma fino all’8 febbraio – si è molto orientato al cinema con una produzione recente “Io ti conosco”: “In realtà, continua

la Angiulli – ho sempre amato il cinema e anche in teatro abbiamo ospitato rassegne cinematografiche molto coraggiose; quest’ultimo film “Io ti conosco” sta riscuotendo molto interesse ed è stato candidato ai David di Donatello, una bella soddisfazione, a prescindere dai risultati”. In ogni caso le produzioni teatrali napoletane, girano poco…”Si, ci vorrebbe una maggiore attenzione alla produzione campana nella distribuzione. Ma credo che quello di cui ci sarebbe bisogno in Campania con questo nuovo corso, dovrebbe essere un Osservatorio dello spettacolo che guardasse nel complesso della regione, anche fuori dal sistema consolidato napoletano”.

In copertina una immagine di “La tempesta” in programma alla Galleria Toledo

Redazione