Il critico come artista All’Università di Salerno Corso per aspiranti critici

La critica in Italia è in gran parte scomparsa dalle pagine dei quotidiani. Persiste in riviste universitarie e specialistiche spesso per addetti ai lavori. Oppure in molti magazine on line, ricchi di recensioni e di volonterosi collaboratori. La scomparsa non è casuale. Essendo legata a filo doppio al concetto di complessità in un’ epoca in cui tutto deve essere veloce, leggero e fruibile, dove anche la guerra e i massacri vengono realizzati in formato videogioco, la critica sembra roba del secolo scorso quando l’approccio all’opera d’arte, sia essa opera visiva o spettacolo teatrale o letteratura, richiedeva conoscenza dell’argomento, capacità di analisi, strumenti di approfondimento. Secondo l’intelligenza artificiale – che va sostituendo di giorno in giorno l’intelligenza umana –  la critica è “l’analisi e la valutazione circostanziata di un’opera o di un fatto, che ne esamina i valori estetici, contenutistici e storici, uno strumento di approfondimento culturale che aiuta il pubblico a comprendere l’opera”. Strumento di approfondimento è appunto l’espressione chiave, “attrezzi” del mestiere che non possono prescindere da una prima regola fondamentale, la conoscenza dell’oggetto della critica. Non è possibile alcun approfondimento critico infatti – sia esso letterario, cinematografico, musicale, artistico, teatrale – se non si ha competenza specifica del settore, competenza che consente di comprendere l’opera, i suoi aspetti, la comparazione con altri elementi, storici, espressivi, il contesto della creazione, il linguaggio, le contaminazioni. Secondo la Treccani, la critica è l’arte del giudicare e deriva dall’aggettivo greco “criticos”. Il critico quindi giudica e per giudicare deve conoscere e avere gli elementi di valutazione. Una formulazione di giudizi che riguarda anche la responsabilità la quale si fonda sull’autorevolezza di chi può esaltare o distruggere un’opera.

Gramsci e la critica “militante”

A queste tematiche è dedicato Il critico come artista, Corso di specializzazione dell’Istituto Bibliotecario dell’Università di Salerno, Dipartimento di Studi Umanistici, in programma tra gennaio e aprile sotto la guida di Stefano Valva direttore della rivista Il Novelliere e in collaborazione con il Cineclub Fitzcarraldo. Valva, critico cinematografico, sta svolgendo molte meritorie attività sul cinema e sulla cultura, con iniziative ed eventi come gli incontri delle rassegne cinematografiche al Teatro di Porta Catena su Kubrick e percorsi nel cinema d’autore. Il corso si ispira ad un saggio di Oscar Wilde per il quale il pensiero era pericoloso e la critica non poteva che essere essa stessa espressione artistica in quanto creatrice e svelatrice dei meccanismi nascosti dell’opera. Rimettere quindi al centro tale “complessità” o almeno l’aspirazione ad essa, significa rimettere al centro l’approfondimento, la discussione, il pensiero critico e di conseguenza, nel campo dell’informazione, un giornalismo culturale e consapevole. Una storia secolare quella della critica d’arte, dalla “Poetica” di Aristotele, primo trattato di analisi dei generi, con introduzione di regole per la tragedia e la commedia; al “Paradosso sull’attore” di Denis Diderot per il quale più l’attore esercitava la finzione più era vera l’interpretazione; agli scritti critici di Antonio Gramsci raccolti in un recente volume “Il teatro lancia bombe nei cervelli” che contiene gli articoli pubblicati sulle pagine de “l’ Avanti” tra il 1915 e il 1920, a cura di Fabio Francione.

Denis Diderot autore di “Il paradosso sull’attore”


Un genere, quello della critica teatrale, molto importante nei primi anni del ‘900, non solo sotto il fascismo, anni in cui operò una figura centrale come Silvio D’Amico che nel ’35 trasformò la Regia Scuola di Recitazione in Accademia nazionale d’arte drammatica e in cui nascevano riviste come “Il Dramma”, “Lacerba” pubblicata a Firenze tra il 1913 e il 1915 da Giovanni Papini e Ardegno Soffici; “Scenario” fondata da d’Amico, fino alle più giovani “Sipario” e “Ystrio” all’attuale, ricchissimo panorama dei siti web: teatro.it, il più articolato Teatro e Critica, molto seri e completi come Drammaturgia.it, fondata da Siro Ferrone e che fa capo all’Università di Firenze. Oggi la critica sui giornali è quasi sempre presentazione e divulgazione, di supporto all’opera e ai suoi produttori nei vari campi, case editrici, case discografiche, teatri e in più occasioni gli articoli sono la pubblicazione integrale dei comunicati stampa. E’ una critica promozionale che serve a chi organizza per attirare pubblico e divulgare gli eventi. Se in alcuni settori, come l’editoria e il cinema, esiste ancora una critica che fa opinione e indirizza le scelte e i consumi, la vittima più illustre di questo declino, è indubbiamente il teatro,  arte dal vivo per eccellenza, per sua natura complessa, che richiede capacità di analisi e di interpretazione non facili.

Beppe Bartolucci

Scomparsa la stagione dei Tommaso Chiaretti e di Roberto De Monticelli, che insieme a Paolo Emilio Poesio, Aggeo Savioli e altri illustri recensori avevano un ruolo di prestigio nei quotidiani, figure autorevoli e cui era riservata devozione e rispetto; scomparsa la stagione del critico “militante” come fu ad esempio Franco Quadri, critico affiancatore degli artisti di cui determinava la sopravvivenza o il declino, o come Beppe Bartolucci che coniò espressioni come il “Teatro immagine” o la “Nuova Spettacolarità o Postavanguardia” la critica teatrale è oggi relegata a riviste specifiche, spesso divulgative sui programmi, con un panorama ricco e variegato cui non mancano recensioni affidate a giovani bravi e volonterosi ma di non particolare peso e autorevolezza.

A volte hanno approfondimenti e attività proprie come ateatro.it  di Oliviero Ponte di Pino, un ampio ventaglio di proposte cui non mancano percorsi interessanti come Doppio zero o Altevelocità di Bologna. Un panorama ricco di risorse creative ma povero di sostegni con riviste in gran parte autofinanziate e fondate su collaborazioni volontarie e precarie. E’ molto difficile se non impossibile, che oggi un giovane con aspirazioni nel campo del giornalismo culturale, possa trovare lavoro nella grande stampa, considerata la crisi del giornalismo in generale che ha difficoltà molto serie.

Franco Quadri

Il percorso del Sistema Blibliotecario dell’Università di Salerno, animatore di molte iniziative con la sua direttrice Maria Rosaria Califano e con l’apporto di giovani studiosi come Valva, appare quindi particolarmente suggestivo e controcorrente, perché aggiunge allo studio teorico di Storia della Critica, insegnamento del DAVIMUS, dipartimento di arti musica e spettacolo, un approccio più pratico e operativo, con figure di docenti critici essi stessi e con esercitazioni pratiche. Il Corso coinvolge  una trentina di studenti con incontri partiti a gennaio e in programma fino a maggio e riguarda da vicino la figura del giornalista culturale e tocca molti argomenti, dalla storia della critica alle diverse forme di giornalismo attuali, la scrittura, il web, i social, gli eventi.  Prevede infine un saggio finale, con uno scritto degli studenti che verrà pubblicato su “Il Novellìiere”.

ARGOMENTI DEL CORSO

Storia della critica d’arte

 Il critico tra i “Miti d’oggi”

 I fondamenti del giornalismo

 Il giornalismo culturale

 Codice deontologico del giornalista culturale

 Storia della critica Cinematografica e le sue forme

 Critica Teatrale

 Critica Letteraria

 Critica Musicale

 Critica dei new media (la serialità)

 Le basi di WordPress e del SEO

 L’addetto Stampa culturale

 Il critico d’arte come operatore culturale

 Scrittura critica (editoriali, articoli, recensioni, interviste, boxini)

 Critica audiovisiva (clip, reel, podcast e live streaming)

 La redazione giornalistica nel Web 3.0

OSPITI:

  • Francesco Della Calce  Critico cinematografico 
  • Pietro Ammaturo  critico cinematografico 
  • Martina Masullo  PhD Policom, Unisa
  • Antonio Puzzi  Direttore Pizza e Pasta Italiana 
  • Paola Nigro  PhD in Italianistica, Funzionario SBA
  • Pasquale Bruno  critico musicale 
  • Annachiara Guerra  Esperta in comunicazione digitale e game studies
  • Maria Iemmino Pellegrino  Giornalista e social media manager 
  • Alfonso Amendola  Docente, Unisa 
  • Mariangela Palmieri  Docente, Unisa
  • Davide Bottiglieri  Editore de Il Novelliere 
  • Francesco Arcidiacono  Presidente del Fitzcarraldo Cineclub
  • Chiara De Silva  scrittrice

Redazione