Il DiSPaC dell’Università di Salerno e il Fitzcarraldo Cineclub in sinergia per una rassegna sul cinema documentario
Il dolore infinito della guerra, la trasgressione, la diversità, la creatività un po’ folle del sud. Sono i temi della nuova rassegna dell’infaticabile cineclub Fitzcarraldo, promossa con il Dipartimento Dispac dell’Università di Salerno. “Confini e attraversamenti. Resistenze e identità nei territori di frontiera”, questo il titolo della rassegna che si apre domani 23 aprile presso il Piccolo Teatro Porta Catena di Salerno, un ciclo di tre proiezioni dedicato al cinema documentario. Tre film che raccontano la guerra come Lirica Ucraina (2024) di Francesca Mannocchi, in programma domani, storia dolente di un viaggio a Bucha, la cittadina martire, vittima dell’occupazione russa.

Si prosegue giovedì 30 maggio con Quir – a Palermo love story (2024) di Nicola Bellucci, per concludere giovedì 7 maggio con Kissing Gorbaciov (2023) di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife. La rassegna è promossa nell’ambito del Progetto di Terza Missione DiSPaC dell’Università degli studi di Salerno Sguardi contemporanei: azioni, dialoghi e narrazioni con il territorio, ed è organizzata in collaborazione con Fitzcarraldo Cineclub, circuito ARCI e UCCA.

Prodotto da Fandango, il primo film “Lirica ucraina, con la regia di Francesca Mannocchi, tra le migliori corrispondenti di guerra in Europa, è un documentario che parte dalle strade di Bucha in cui la reporter è entrata solo due giorni dopo la liberazione dalle truppe occupanti russe. Attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, si raccontano le sofferenze che le persone stanno vivendo nell’aspro conflitto in corso. Il 30 si presenta “Quir- A Palermo Love story”, storia colorata sulla diversità ambientata nel centro di Palermo a firma di Nicola Bellucci.

Qui, il Quir Fattoamano è un negozio di articoli in pelle gestito da Massimo Milani, vivace e prorompente signora trans che non ha rinunciato al suo nome maschile, e dal suo compagno Gino Campanella, mite e sorridente signore dai capelli e barba bianca, decani della comunità omosessuale cittadina. Infine “Kissing Gorbaciov” di Andrea Paco Mariani e Luigi D’Alife, ambientato in un piccolo paese del Salento, Melpignano, dove su iniziativa di un gruppo di giovani del posto, arrivano alcune rock band sovietiche, insieme ai CCCP con uno scambio che porterà le band italiane l’anno successivo ad un tour di otto giorni tra Mosca e Leningrado. Attraverso materiale d’archivio inedito, moltissimi interventi musicali e le testimonianze dei diretti protagonisti, il documentario ricostruisce l’incredibile storia del tour che riuscì a creare un ponte tra due mondi fino ad allora divisi attraverso la musica.

L’iniziativa si inserisce in un progetto multidisciplinare e partecipativo, capace di mettere in dialogo Università e territorio, uno spazio di confronto e approfondimento su tematiche attuali con una selezione di opere spesso escluse o marginali nei circuiti distributivi, con sguardi rigorosi e critici sulla realtà. Le proiezioni saranno accompagnate da momenti di discussione e approfondimento con docenti DiSPaC ed esperti: “Confini e attraversamenti – ha dichiarato Antonella Napoli, Docente di sociologia dei processi culturali al DiSPaC, tra le referenti del progetto – è un progetto di ricerca partecipata che utilizza il linguaggio audiovisivo per interrogare le zone liminali del mondo contemporaneo. Quello che ci interessa è mostrare come, proprio ai margini, si costruiscano forme di vita e di resistenza che sfuggono alle narrazioni dominanti”.

Mentre Mariangela Palmieri, Docente di Storia del cinema, che condivide l’Area Cinema del DAVIMUS di Fisciano con il Prof. Marco Pistoia, anch’egli coinvolto nella proposta, dice: “La rassegna è parte di un progetto di terza missione dell’area di Discipline dello spettacolo del DiSPaC. Attraverso il cinema, intendiamo offrire strumenti di lettura della realtà, recuperando l’idea originaria della visione cinematografica come esperienza collettiva”. Un risultato importante anche per il Fitzcarraldo Cineclub, grazie alla sinergia col Piccolo Teatro Porta Catena, ormai sede anche di proiezioni cinematografiche: “Realizzare questa rassegna in collaborazione con l’Università di Salerno – ha dichiarato Francesco Arcidiacono presidente del Fitzcarraldo – ci rende orgogliosi del nostro percorso soprattutto nel centro storico, privo di una programmazione cinematografica. Il nostro marchio di fabbrica è il cinema d’autore e restaurato, ma questo ciclo ci permette di approfondire altri aspetti del cinema documentario e di ricerca”.
Proiezioni alle 20,30. Ingresso libero