“Eduardo punto e da capo/ La Galleria Umberto”, il grantour di Cossia al San Ferdinando

Tra gennaio e marzo al Teatro San Ferdinando è tornato ”Eduardo punto e da capo La Galleria Umberto”, la performance itinerante, al quarto anno di repliche, diretta da Antonello Cossia e nata nelle celebrazioni dei settanta anni del teatro. Un tour nello spazio teatrale, tra palcoscenico, palchi, camerini, con apparizioni, illusioni, citazioni e fantasie teatrali, ispirate all’universo drammaturgico di Eduardo De Filippo, con la regia di Cossia e con i giovani attori ex allievi della scuola del teatro di Napoli: Carmine Benitozzi, Angela Bertamino, Sabrina Bruno, Viviana Curcio, Matteo De Luca, Alfredo Mundo. Costumi di Roberta Mattera, visite guidate di Artepolis, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo. Drammaturgia di estratti da testi di Eduardo De Filippo. Pubblichiamo brani dalla presentazione del progetto di Antonello Cossia.

“… E se su quella sedia, Eccellenza, uno alla volta, venissero a prendere posto pure i miei attori? E come farebbe a riconoscerlo? Noi altri sappiamo fingere alla perfezione… diventiamo alti, bassi, gobbi, grassi…Abbiamo salvato la cassetta dei trucchi, e non siamo più gli istrioni di un tempo che improvvisano la commedia dell’arte, abbiamo imparato ormai a recitare con arte la commedia.”. Da “L’arte della commedia”, Atto I.

© Una scena dello spettacolo al San Ferdinando

Esistono luoghi in cui l’energia delle persone che li ha attraversati nel tempo, vi resta imprigionata, impregnata nelle mura, donando a quegli spazi una particolare atmosfera intensa, rendendoli elettrici e carichi di suggestioni. Il teatro più di ogni altro spazio architettonico è quello che più contiene in sé l’idea di questa magia della sospensione, della sensazione che il tempo sia fermo seppure in continuo movimento e progressione. Quante cose accadono all’interno delle mura di un teatro, quante vite si succedono l’una all’altra mischiandosi, confondendosi tra loro, vite che penetrano i significati dell’esistenza nell’esercizio del ‘gioco’ in palcoscenico e allo stesso tempo si stratificano negli spazi che le contengono, che le vedono passare, trasformarsi, moltiplicarsi quasi all’infinito come in una lente caleidoscopica, in cui l’immagine pur restando unica, si ripropone in tante altre riproduzioni di sé stessa.

© ph Nocera Ivan

Le persone che poi arrivano dopo, si ritrovano ad avvertire queste presenze, che più che anime tormentate o energie negative, si avvertono in forma benevola e anche come ‘spiriti’ allegri e giocosi o magari come fantasmi che partecipano al lavoro delle compagnie teatrali ospiti di volta in volta, sul palcoscenico, nei camerini, nel foyer, insomma aleggiano liberi, a restituire i fasti del recitare con arte la commedia. Se l’oggetto di questa riflessione diventa il teatro San Ferdinando, quale altro esempio può tornare più immediato per chiarire il senso di queste affermazioni, soprattutto in questa gioiosa ricorrenza dei settanta anni dalla sua costruzione. Il San Ferdinando diventa così un simbolo, uno spazio sacro nella laicità della pratica teatrale contemporanea, un riferimento per esaltare la forza e l’ostinazione di una maestria artigianale, sviluppatasi lungo l’arco di una intera vita, quella di Eduardo De Filippo. Qui prendono corpo i fantasmi delle personalità, delle donne e degli uomini che appunto vi abitarono: “Io non credo ai fantasmi. Questo è tutto. Muore un parente, ci mettiamo in lutto e aspettiamo il fantasma del parente. Se ci credete li vedete voi, io credo che i fantasmi siamo noi. I fantasmi li vede chi ci crede e Pasquale Lojacono li vede.” Così Eduardo introduce la messa in onda televisiva, negli anni sessanta, di “Questi Fantasmi”, che sviluppa i temi dell’illusione, di ciò che non si vuol vedere o che si vede ma si fa finta di ignorare, che ci illude, ci cattura, ci seduce, proprio come accade a teatro. Partendo dal felice suggerimento del bel film del 1961, diretto da Antonio Pietrangeli, “Fantasmi a Roma”, ho immaginato che da alcune opere di Eduardo De Filippo, venissero fuori i fantasmi dei suoi personaggi, liberi di circolare in tutti gli spazi del teatro, non solo di essere rappresentati su quel meraviglioso palcoscenico, ma di accompagnare in una visita gli spettatori\visitatori, ingaggiandoli a giocare con gli ospiti, sul tema del falso e del vero, in cui la finzione scenica riproduce la realtà restituendo ciò che teatro non è ma lo alimenta… La vita. Nel segno di questa avvincente avventura, per la quarta occasione in tre anni, ritorna il progetto “Eduardo punto e da capo La Galleria Umberto” che si svolge nell’intero spazio del Teatro San Ferdinando utilizzando tutto l’immobile, dal botteghino all’ingresso, alla bouvette, sostando in platea e scoprendo angoli altrimenti ignorati di questo luogo, lungo un percorso di teatro all’improvviso, «teatro della sintesi», per citare i futuristi dell’avanguardia storica, che definivano fermamente in questo modo, un teatro che dava grande valore alla sorpresa, al guizzo comico, alla forza comunicativa, miscelando il serio, il comico, il grottesco. Un teatro in cui personaggi irreali si muovevano in ambienti reali, con simultaneità e compenetrazione di tempo e spazio, giocando con l’elemento essenziale dell’inaspettato, una commedia all’improvviso, come nella migliore tradizione della commedia dell’arte. Come fu per gli anni giovani della Compagnia Umoristica De Filippo, durante i quali i tre fratelli si imposero all’attenzione nazionale, grazie soprattutto alla modernità del loro stile di recitazione. Lo spettacolo parte dalla Bouvette di Eva, punto di ristoro dal forte valore di impresa sociale femminile e si snoda fino a giungere nella platea del teatro, per raccontare la vita, la passione e il profondo coinvolgimento di artisti che immolavano totalmente la propria vita per rendere grande e luminosa la Storia del Teatro. Nel segno di una continuità che arriva fino ai nostri giorni, con l’obiettivo di restituire ai più giovani il valore di una inestimabile eredità, radice e futuro della cultura teatrale napoletana.

Antonello Cossia