Così il primo maggio diventò il “Concertone”

C’era una volta il primo maggio. Come tutte le celebrazioni,  anche questa data fatidica ha origini illustri, segnate dalla gloria e dai lutti. Era la metà dell’800 quando si cominciò a pensare che bisognava trovare un giorno in cui tutti i lavoratori si incontrassero per manifestare le loro rivendicazioni. Allora nascevano anche le prime teorie politiche sulla divisione del lavoro, tra chi deteneva i  mezzi di produzione e chi offriva forza lavoro senza alcun diritto. Teorie che rafforzarono l’idea che quella dei lavoratori  fosse una classe, con interessi che non potevano che essere antagonisti a chi deteneva il capitale. Più che interessi, era una guerra per la sopravvivenza, con turni massacranti di 16 ore,  in  condizioni selvagge e drammatiche. L’anelito a migliorare queste condizioni di sfruttamento, spinse la “classe” ad unirsi e combattere e più nascevano fabbriche nel mondo,  più cresceva la coscienza di classe e la fabbrica diventò ben presto il luogo dell’organizzazione  del movimento operaio e sindacale. Fu solo nel 1864, sedici anni dopo la pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels, con la Prima Internazionale, che il movimento operaio segnò le prime conquiste, con rivendicazioni sul salario e l’orario di lavoro e strumenti di rappresentanza collettivi.  Con l’Internazionale partì la grande battaglia per le otto ore. Su essa si mobilitarono i lavoratori americani e fu approvata la prima legge che metteva tale limite alla giornata lavorativa e la data fissata perché la legge avesse effetto, fu il 1 maggio 1867. Da allora la lotta è continuata con governi repressivi che  mandavano la polizia a sparare sulla folla dei manifestanti, azioni contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, sedi devastate, militanti arrestati. Per i fatti di Chicago del 1886, quando i lavoratori scesero in sciopero e scoppiò una bomba tra i manifestanti, furono condannati a morte otto anarchici senza prove e un secolo dopo, in Italia,  i picciotti di Salvatore Giuliano vennero mandati a fare una strage a Portella della Ginestra.  Tappe nei secoli di una lotta dura, senza esclusione di colpi e mentre il movimento contava i suoi martiri, si segnavano sempre più conquiste. A Napoli, nel 1890, circolò un primo volantino che invitata i lavoratori a festeggiare il primo maggio. Ma in Italia il governo Crispi vieta qualsiasi manifestazione pubblica e l’obiettivo delle otto ore è ancora di là da venire. Si aggiungono altre lotte, per le condizioni di vita, per il pane, per il suffragio universale, contro la guerra in Libia,  e il primo maggio si sdoppia,  è una festa ma è anche una battaglia mentre il fascismo la proibirà  come data sovversiva ostile al regime. A Torino nel 1848 i tipografi torinesi avevano costituito la “Società dei compositori tipografi torinesi” e le lotte degli operai tessili in Piemonte e Liguria spostano in avanti le politiche governative mentre nascono le prime Società di mutuo soccorso, il Sindacato ferrovieri italiani, la Federazione nazionale tranvieri e la Federazione dei lavoratori del mare. Nel primo Novecento nascono le Camere del Lavoro e l’antenata della GGIL, la CGDL che negli anni Venti conta due milioni e duecento iscritti,  vengono conquistate le 8 ore e finanche le ferie pagate. Durante la seconda guerra mondiale i gruppi sindacali si trasformano in centri clandestini di resistenza, organizzando scioperi, propaganda, sabotaggi fino alla Liberazione del ’45 dove gli operai si ritrovano nelle piazze a festeggiare insieme ai partigiani.  Sarà Togliatti, al suo ritorno dall’esilio in Unione sovietica, a fare del movimento sindacale  una potente “cinghia di trasmissione” tra gli operai e il Partito Comunista, con il controllo del movimento,  ampie risorse finanziarie,  organizzazione e disciplina. Con Di Vittorio il Sindacato diventa un baluardo della sinistra, e nel dopoguerra ha un fortissimo sviluppo, guida la ricostruzione del paese, la CGIL raggiunge i tre milioni di iscritti  e si rafforzano altri gruppi come i cattolici che costituiscono la CISL, e la UIL .  Grazie al sindacato le conquiste aumentano e si comincia a lavorare ad un manifesto dei diritti che porterà allo Statuto dei lavoratori. Ma le repressioni non cessano, né gli attacchi ai diritti conquistati, mentre la contrattazione collettiva diventa una nuova articolazione dello scontro di classe. La lotta dei centomila elettromeccanici per ottenere un contratto integrativo, apre la strada alla grande contestazione del ’68 e dell’autunno caldo nel quale si raggiungono altri obiettivi: difesa della salute, forme di democrazia diretta, settimana di 40 ore. Poi, gli anni della strategia della tensione, il terrorismo, e il movimento subisce un’altra lunga battuta di arresto del suo cammino. Nel settembre dell’80,  la Fiat dichiara che procederà al licenziamento di 14.000 dipendenti e mette in cassa integrazione 23.000 lavoratori. Parte la lotta più pesante nella storia dei metalmeccanici che dura 35 giorni,  i dirigenti del PCI davanti ai cancelli di Mirafiori mentre la risposta arriva da 40mila quadri  che prendono le distanze dal sindacato e aprono la strada alla abolizione della scala mobile. Scenderanno in piazza a Roma in 500.000 lavoratori con una manifestazione indetta dalle tre Confederazioni unite, CGIL-CISL-UIL ma la Confindustria non demorde,  punta al totale congelamento della scala mobile e si arriva al taglio di alcuni punti sotto il governo Craxi, al referendum dell’85 e alla definitiva abrogazione con il Governo Amato. Ed è esattamente in questa fase che le celebrazioni del primo maggio, con le varie sigle sindacali riuntie, si trasformano da giorno di lotta in una occasione di mobilitazione e di festa. Così è il primo maggio del 1990, quando in piazza San Giovanni a Roma, Carlo Massarini, alias Mister Fantasy, dinanzi a ad una folla di centinaia di migliaia di persone,  presenta i Liftiba, Bennato, Zucchero, Ruggeri, Morandi, e tanti altri artisti. E’ nato il “Concertone”, seguito a ruota da tante altre città italiane.

Questa sera a Salerno sulla spiaggia di Santa Teresa, si tiene il concerto del primo maggio su “Diritti, solidarietà e lavoro” organizzato dalle sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil, insieme al comitato promotore “Verso il 1° maggio” con la partecipazione di numerosi artisti.

 

 

Luciana Libero

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