Rifondazione a Congresso Comunisti, oltre le elezioni




Lo scorso 19 settembre si è tenuto a Salerno, presso Spazio Donna, l’XI Congresso Provinciale della Rifondazione Comunista, a 100 anni dalla nascita del PCd’I e a 30 anni da quella del nostro partito. Molti gli interventi: la candidata sindaca alle elezioni comunali Simona Libera Scocozza, Fernando Argentino per l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba, il prof. Giuseppe Cantillo, il prof. Antonio Scocozza, Valentina Restaino per M.G.A., Margaret Cittadino per il Tribunale dei diritti del malato e Cittadinanza Attiva, la giornalista Luciana Libero, l’attivista Andreas Andreou.  Nel pomeriggio hanno preso la parola dirigenti, tra cui Rino Malinconico, militanti del partito e candidati alle elezioni comunali; è inoltre intervenuta Rosa Rinaldi della segreteria nazionale PRC, già sottosegretaria al lavoro.  Loredana Marino, confermata segretaria provinciale, ha sviscerato il tema del prossimo congresso nazionale (“Le radici e le ali”) in un caleidoscopio di insegnamenti dal passato, di agire nel presente e, soprattutto, di connotazioni future dell’identità comunista. Ma il congresso non poteva ignorare la discussione relativa al momento elettorale che ci vede, ancora una volta, presenti. A Salerno il PRC sta portando avanti una disamina sincera, a tratti anche spietata, di quello che il partito è stato sul territorio e, soprattutto, di quello che vuole e può diventare. La situazione, allo stato attuale, non è delle migliori. Tuttavia, pur partendo dalla convinzione che non sempre il consenso si lega alla bontà della prassi politica, è chiaro che occorre un cambio di rotta per consolidare alcune conquiste e sintonizzarsi sui bisogni nuovi della collettività.  Aspetto, quest’ultimo, su cui la federazione di Salerno ha intrapreso un discorso serio e approfondito di mutualismo sociale. La formula più rispondente al disorientamento (politico, sociale, culturale) dei nostri tempi, infatti, ci sembra essere quella di politicizzare il sociale e, al contempo, di socializzare la politica. Si avverte la necessità, in altri termini, di creare osmosi tra questi due gangli fondamentali del nostro vivere civile, pur restando nell’ambito di una struttura partitica. In questo senso, dodici anni di pratiche sociali a livello nazionale ci consegnano uno straordinario lavoro delle/dei militanti della Rifondazione Comunista: dalla rivendita del pane a 1 euro, fino alla costituzione dei Gruppi di Acquisto Popolare come risposta al carovita. Per non parlare della gestione di banchi alimentari, del doposcuola sociale, dei mercatini del libro usato, delle biblioteche popolari, dei corsi di italiano per migranti, degli ambulatori popolari. Infine abbiamo dato vita ad associazioni collaterali capaci di promuovere progetti sociali e culturali, pratiche di conflittualità sul diritto all’abitare, sulla tutela popolare dei debitori, etc.  A Salerno il PRC vuole portare avanti esperienze del genere: si pensi, ad esempio, alla costituzione dell’ambulatorio medico-legale di prossima apertura nella nostra Federazione. Fondamentale per il nostro percorso, poi, è anche l’apertura del partito alle esigenze dei lavoratori autonomi con basso reddito. Lontani anni luce da quel titolo professionale di avvocato, ingegnere, etc. che una volta era di per sé garanzia di agiatezza, i professionisti, almeno quelli senza un “monte pratiche” garantito dalla famiglia o dalle protezioni politiche, sono spesso condannati alla precarietà più annichilente. È a essi, oltreché ai tanti giovani sfruttati, precari, disoccupati, molti dei quali costretti ad emigrare in altre città italiane o all’estero, che una Rifondazione al passo coi tempi vuole guardare, ed è a questo che dedicheremo le nostre energie future. Ma, manco il tempo di elaborare una strategia d’azione, che le elezioni ci mettono in corsa e ci richiedono ancora una volta un tributo di impegno, sacrificio e passione. A Salerno, infatti, vogliamo considerare questo voto imminente una occasione e approfittarne per inaugurare, anche partendo dalla strategia elettorale, questo nuovo percorso. Dopo l’entusiasmo generato nel 2016 dall’esperienza di “Salerno di Tutti”,  che ci vide uniti con Sinistra Italiana a sostegno di una lista e di un candidato comune, ci siamo resi conto ben presto che quel contenitore politico, probabilmente per un approccio personalistico che ha finito con l’anteporre l’Io al Noi, non aveva più molto da dire: era riuscito, infatti, ad esaurire se non vanificare quello spirito unificante di un’area di sinistra di cui avrebbe dovuto farsi portatore e di cui la nomina di consigliere comunale era solo un punto di partenza ; e questo nonostante il PRC ci avesse investito le sue energie migliori e malgrado la lista avesse visto, alla sua nascita, una convergenza tra diversi mondi di sinistra radicale difficilmente replicabile. A giugno di quest’anno abbiamo firmato l’appello al voto per la lista “Primavera Salernitana”, allo scopo di unire le ragioni di tanta parte della sinistra comunque alternativa al PD a Salerno. Nel progetto ci siamo stati con convinzione e con lealtà fino a quando le condizioni ce l’hanno permesso; alla fine, per le modalità di scelta e per la scelta stessa del candidato sindaco, espressione di un mondo troppo distante dal nostro, abbiamo valutato una strada diversa, nella convinzione di non dover barattare la nostra storia e le nostre aspirazioni politiche con la possibilità di qualche seggio nel Consiglio comunale. Così, dopo un confronto serrato tra i dirigenti e i militanti del partito, abbiamo deciso di esserci comunque in queste elezioni e di riproporre, con una scelta coraggiosa, la nostra gloriosa simbologia. Già, proprio quella falce e martello che ha guidato l’agire di milioni di compagni e compagne e che, fuor di retorica, ha incendiato i cuori col sacro fuoco dell’impegno per una società migliore. E a chi pensa che la nostra rischia di essere una battaglia di retroguardia, noi rispondiamo che in questa drammatica emergenza di una pandemia mondiale, la denuncia dell’egoismo dei Paesi capitalistici (con vaccini lasciati scadere e non inviati ai paesi poveri), dello smantellamento della sanità pubblica, è stata da sempre avanzata proprio dai comunisti.  L’alternativa in campo per queste elezioni, sarebbe stata annullarci nell’ennesima, anonima lista civica o, piuttosto, utilizzare una delle tante declinazioni del termine “sinistra”: parola, dobbiamo dircelo, che ha perso gran parte del suo potere evocativo. D’altra parte, quando un sostantivo ha bisogno di un aggettivo per qualificarsi (sinistra parlamentare, radicale, moderata, etc.), questo sta a significare che quel nome ha esaurito il suo compito; non è, cioè, più in grado di farsi portavoce di una narrazione. La decisione di formare la nostra lista nasce anche dalla consapevolezza dell’argine che va posto alla deriva a destra che Salerno vive ormai da trent’anni e che molti continuano a sottovalutare. Abbiamo, così, trovato in Simona Libera Scocozza il collante giusto, per storia familiare, impegno e professionalità, tra la nostra “Terra Libera” e il gruppo “Attivisti per Salerno”. Ci sono dei momenti, nella vita di un partito, destinati a segnare in maniera indelebile il prossimo futuro. Queste elezioni amministrative in cui Rifondazione attraverso “Terra Libera” ha il dovere di marcare nel modo più netto possibile la sua presenza e la stagione che si aprirà subito dopo, sono uno di questi momenti. Il Partito della Rifondazione Comunista dovrà farsi trovare pronto: c’è bisogno di una narrazione collettiva in grado di interpretare e raccontare la nuova stagione di battaglie che si profila all’orizzonte. Non ultima quella dell’ambiente e dell’inclusione sociale. E il nostro partito lo dovrà fare trovando un linguaggio appropriato, strutturato, originale. In una parola, comunista.

Enzo Benvenuto

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